Nuovi brand italiani ed evoluzione della slackline in Italia

E’ il caso di dirlo: spuntano come funghi.

Oltre a Spider Slacklines in questi ultimi mesi abbiamo visto la nascita di 2 nuove marche italiane che producono slackline: Mythop e Cobra Slackline.
La prima ha sede a Vicenza mentre la seconda a Brescia.
Entrambe presentano 3 tipi di linee simili:
– una base, per chi deve fare i primi passi ( x cobra “everyday” 15 m, x mythop “regular line” 15m e 25m) , 54/55 €
– una intermedia (x cobra “dynamic” , x mythop “flip line” entrambe lunghe 15 m) 70 €
– una avanzata indirizzata agli slackliners più esperti che devono eseguire i trick ( x cobra “performance” , x mythop “wave line” entrambe lunghe 30 m, nel kit è incluso un cricchetto extralarge, insomma stessa grandezza del cricco surfline gibbon) 119 / 105 €

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Si assomigliano anche per i prezzi.

Per quanto riguarda carico, resistenza, tipo di materiale e altre specifiche potete andare a vedere direttamente nei siti
www.cobraslackline.com
slacklines.mythop.com

Sulla qualità… bè non resta che provarle e decidere quale preferite!
Io sono molto curiosa non le ho ancora provate!

Tutto ciò comuque è segno di come si stia evolvendo la realtà della slackline in Italia. Più gente la conosce e più gente la pratica, nonchè è aumentata la domanda.
Basti pensare che il numero degli iscritti al gruppo facebook slackline italia è raddoppiato nell’ultimo anno, oppure la comparsa di nuovi gruppi e team locali. (questo solo sulla rete, ci sono sicuramente molte persone che praticano slackline e non usano i social network, bambini e famiglie)
E che dire dell’aumentata richiesta di spettacoli di slack durante eventi sportivi, eventi di paese, sagre, festival, feste di compleanno, inaugurazioni di negozi e palestre.

Dunque cambiamenti e sviluppi rapidi anche se siamo ancora distanti anni luce da paesi come Germania e Stati Uniti.


DISCLAIMER

 

Lo Slacklining è uno sport pericoloso. Senza voler fare un confronto dettagliato o una stima sulla frequenza degli incidenti, è più o meno pericoloso come gli altri sport. La differenza sta nel fatto che nel caso dello slacklining non è così evidente la pericolosità, come invece può esserlo nel caso di altri sport. Con la slackline si ha a che fare con tensioni altissime, che quindi comportano un altrettanto alta pericolosità. Nel freestyle il rischio di cadere o di farsi male è alto; meno probabile, anche se maggiormente pericoloso, è il rischio di cedimento dei materiali e di conseguenza il rischio di danni provocati da ciò (vedi: BACKUP nell’articolo ‘come montare una slackline’).

Più si aumenta la lunghezza, nelle longline, maggiore è la tensione che la linea necessita, e quindi la forza che bisogna affrontare quando si perde il controllo della linea e vieni ‘sbalzato’ via. Inoltre, una longline spesso va montata ad altezze rilevanti per non toccare per terra quando si cammina nel mezzo.

L’highline, che viene facile pensare che sia la cosa più pericolosa, non è forse così rischiosa come può sembrare, SE (e solo se) si prendono le dovute PRECAUZIONI.

Per ‘dovute precauzioni’ si intende:

  • conoscere e aver cura dei materiali che si usano: ovvero evitare parti in alluminio ma usare l’acciaio e usare solo prodotti certificati e resistenti ad alti carichi, oltre che non usurati o danneggiati; non usare inoltre materiali che non si conosce o che non sono adatti alle highlines (ad esempio: cricchetti)
  • mettere SEMPRE un backup ad ogni elemento del sistema, in accordo con il principio di ‘redundancy’ (ridondanza): sotto la linea mettere una corda di arrampicata o un’altra fettuccia con ancoraggi separati in modo che, se la fettuccia si rompe o se si rompe un altro elemento, ti possa salvare la vita. E ogni elemento doppio non guasta: si possono usare due anelli invece che uno, due corde (come leash) invece che una, eccetera…

Detto ciò, SLACKLINEITALIA.COM non si assume in nessun modo la responsabilità di eventuali incidenti o altro a causa di un uso scorretto dei materiali o di altro tipo.

SLACKLINEITALIA.COM vuole essere innanzitutto un luogo in cui condividere una passione, e condividere una passione significa anche dare consigli affinché chi sia meno esperto possa trovare le indicazioni corrette per non commettere errori. In ogni caso, è bene rivolgersi SEMPRE a qualcuno di più esperto per evitare di commettere errori.

La slackline infatti è uno sport agli albori, e quindi, specialmente in Italia, vi sono davvero pochi praticanti, e pochissimi praticanti esperti. Ciò rende difficile la formazione di una conoscenza approfondita del mondo della slackline, che si fonda invece molto spesso sulla circolazione di video su youtube e fotografie su social network. Non vogliamo criminalizzare internet, che invece può essere un ottimo canale di comunicazione, se però viene usato con criterio e se, anche attraverso questo canale, si tenta di ottenere una conoscenza approfondita dell’argomento, senza accontentarsi della superficialità in cui si rischia di cadere quando si entra nella miriade di cose che il mondo della rete offre.


Waterline Cimento 2013 – una passeggiata!

E alla fine il Cimento è arrivato, a due giorni dai Giorni della Merla, i più freddi dell’anno,  e quest’anno per la prima volta, alla tradizionale gara di nuoto è stata affiancata una esibizione di slackline. Per la precisione una waterline di 15 metri posta ad un paio di metri sopra il livello dell’acqua gelida del Naviglio di Milano.

La giornata è stata tipicamente invernale,  e la più fredda da quando il Cimento è stato riproposto nel 2009,  nebbia, 0° fuori e 6° in acqua!

Team SlackPassion : Sirio, Davide, Bino, Tom, Lorenzo e Filippo (chi con la muta, chi ancor più temerario, con il solo costume).

Ecco alcune foto della waterline!

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E i video!  Ho solo i brividi di freddo a vederlo!!


COME MONTARE UNA SLACKLINE

Esistono vari modi per mettere in tensione una slackline. Il primo, per semplicità, è il CRICCHETTO: quello che viene usato per le cinghie da carico dei camion, per intenderci. Molte linee sul mercato sono vendute con questo sistema di tensionamento, semplice ed economico. Basta inserire la linea nella fessura ed iniziare a “cricchettare” fino a che la linea non raggiunge la tensione desiderata.

Punti a sfavore:

  1.  non basta per linee di lunghezza superiore a 30 metri (a meno che non le si voglia davvero molli)
  2.  c’è il rischio che si apra, specialmente quando si fanno i trick
  3.  se si rompe la fettuccia che lo collega al punto di ancoraggio, schizza in direzione di chi è sopra la slack.

Purtroppo il punto 3 può verificarsi (sebbene molto raramente), perciò: bisogna mettere sempre una corda di BACKUP. Basta un pezzo di corda da arrampicata che lega il cricchetto all’ancoraggio, in modo che se si rompe la slack il cricco viene frenato dalla corda ausiliaria.

sem-cricco

 

 

SECONDO METODO: PARANCO A MANO

questo metodo è sicuramente il più efficiente per mettere in tensione linee di qualsiasi lunghezza. Punti a sfavore, è costoso. Occorre infatti avere due carrucole doppie, una corda statica, un freno (un grigri o analoghi) ed un bloccante per tirare la corda (petzl basic, tibloc o analoghi) oltre che dei ‘line locker’ per la fettuccia (banana, zilla, linelock)… Facendo passare la corda nelle due carrucole doppie una di fronte all’altra, e bloccandola con il freno, abbiamo costruito il nostro Pulley System, o paranco, e si può mettere in tensione una slack semplicemente tirando la corda, anche se, più è lunga la linea, più si fa fatica.

paranco      sem-paranco

PARANCO A CATENA:

Questo metodo richiede molti meno pezzi rispetto al paranco a mano, ne richiede infatti uno solo: un paranco a catena! In inglese lever hoist, è uno strumento usato solitamente per il sollevamento dei carichi, e consiste soltanto di una catena che si aggancia alla slack (sempre tramite line-locker) e di una leva che accorcia la catena e quindi mette in tensione. Il paranco a catena ha però un difetto: è pesante. Non è insomma la soluzione ideale da caricarsi in spalle e portare in montagna per tendere una highline, nonostante sia molto pratico.

PARANCO-A-CATENA

 

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