I materiali con cui montare una slackline vanno conosciuti ed usati con criterio, altrimenti si rischiano incidenti, anche molto seri.
Una trickline o una longline possono raggiungere picchi di tensione anche vicini ai 15kN, cioè 1500 kg circa di forza peso. Questo significa che i materiali in acciaio o in alluminio installati nel sistema, se qualcosa va storto e si rompe un pezzo del sistema, si possono trasformare in proiettili caricati a molla e seriamente pericolosi per chi sta nei dintorni. È bene quindi conoscere i materiali che si usano ed imparare a capire se un pezzo è adatto o non adatto per lo scopo per il quale lo si sta utilizzando.

  • Iniziamo dal più semplice: i CRICCHETTI.

 

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Molti dei set in commercio al giorno d’oggi sono dotati di cricchetto, che è forse il metodo più intuitivo e pratico per tirare una slackline. È sufficiente infatti inserire la fettuccia nella fessura e “criccare” finchè la slack non è tesa.
Nella sezione “come montare una slackline” abbiamo già parlato della necessità di un backup del cricchetto, nella remota eventualità che si rompa la fettuccia che lo connette all’albero, e della possibilità anche che il cricchetto si apra.
Questi due difetti rendono il cricchetto inadatto alle highline, o quanto meno molto pericoloso, per il fatto che c’è il rischio che si possa aprire.
Ecco un video che mostra un cricchetto che si apre:

  • Alluminio, acciaio, grilli, moschettoni.

Per tendere una slackline senza i cricchetti, quando ad esempio vogliamo installare una longline o una highline, necessitiamo di un sistema più complicato, quale il paranco a mano o il paranco a catena (vd sezione “come montare una slackline“).

Entrambi questi sistemi necessitano di vari pezzi e di metodi per connettere la fettuccia o il paranco all’albero o all’ancoraggio che stiamo utilizzando. Uno dei sistemi più usati al momento, che personalmente ritengo uno dei migliori e più sicuri, e quello di utilizzare la combinazione di GRILLI (shackles) e SPANSETS (o roundsling) per connettere la linea all’ancoraggio, metodo che a mio parere è consigliabile anche per connettere i cricchetti all’ancoraggio.

 

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In questa maniera:

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Per connettere la fettuccia stessa, invece, all’ancoraggio, sono stati sviluppati dei bloccanti chiamati “linelocks”; ripassando la fettuccia al loro interno, essa si blocca per attrito e rimane ancorata senza usare nodi o altri sistemi pericolosi.

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Una cosa molto importante è evitare di usare moschettoni, specialmente moschettoni in alluminio, poichè sono stati concepiti per lavorare in 2 direzioni (nord-sud). Usare i moschettoni in una situazione di tri-load, cioè di carico in tre direzioni, riduce moltissimo la loro resistenza; si corre il serio rischio che si apra con il conseguente rischio di incidenti. I Grilli “a lira” (BOW SHACKLES) sono invece disegnati proprio per sopportare il carico in 3 direzioni, e non avendo leve o aperture meccaniche sono in generali più sicuri per gli alti carichi tipici della slackline.

                                                 moschettone vs grillo

Questo è un esempio di un moschettone di acciaio, rotto inspiegabilmente mentre lavorava in situazione di carico perfettamente lineare attorno ai 12kN, quando invece la sua resistenza dovrebbe aggirarsi sui 50kN:

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  • kN, WLL, MBS ed altre sigle strane.

 

Per sapere se i materiali che si stanno usando sono adatti all’uso che ci si accinge a farne, è utile conoscere le specifiche di quello specifico oggetto.
La prima cosa che bisogna conoscere è la sua resistenza. La resistenza di un oggetto viene solitamente misurata in kN (kiloNewton), che è l’unità di misura della forza, corrispondente alla forza peso esercitata su di un punto. 1 kN corrisponde a 1000 N, che a sua volta corrispondono circa alla forza generata da 100 kg (in parole povere, se appendi 100 kg di massa su di un oggetto stai generando 1 kn di forza circa; per maggiori informazioni rimandiamo a wikipedia: Newton (unità di misura).

Solitamente i dati tecnici sono disponibili per ogni oggetto di questo genere che viene venduto, e conoscendo il carico di lavoro e quello di rottura dell’oggetto in questione, possiamo sapere se è sicuro per l’uso che ne stiamo facendo.
Il “carico di rottura” (in inglese: Minimum Breaking Strenght, MBS), è il carico minimo per il quale viene garantita la resistenza dell’oggetto. Se cioè il carico di rottura dichiarato è 22kN (come i normali moschettoni in alluminio) viene garantito che quel moschettone, usato nella maniera corretta, non si rompe sotto i 2200 kg di forza peso applicati a quel moschettone.
Il “carico di lavoro” (in inglese: Working Load Limit, WLL), invece, è il carico al quale si può sottoporre l’oggetto senza correre rischi. Solitamente il rapporto tra MBS e WLL viene definito “fattore di sicurezza” (Safety Factor). Maggiore è il fattore sicurezza, meglio è. Di solito il carico di lavoro oscilla tra 1/4 e 1/6 del carico di rottura, quindi con un fattore di sicurezza che oscilla tra il 4 e il 6. Esempio: i Grilli da 19mm di diametro (quello grande nella foto nella sezione ‘acciaio, alluminio, grilli, moschettoni’, che corrisponde a quello indicato dalla freccia verde nella tabella qui sotto) hanno un WLL di 3250 kg (circa 32,5 kN), e solitamente (non è riportato nella tabella) un fattore di sicurezza 6, che indica quindi un MBS di 19500 kg, circa 195kN!! Le due dimensioni di grilli più usate nell slackline sono quelli da 16 e 19 mm, corrispondenti rispettivamente a 2000 e 3250 kg di WLL, indicati dalla freccia rossa e quella verde nella tabella qui sotto, che riporta dimensioni, peso e carico di lavoro dei grilli.

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La tabella delle specifiche degli Spanset:
(Tutte quante hanno solitamente fattore di sicurezza 7; il carico di rottura è quindi 7 volte il carico di lavoro riportato nella tabella.)

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  • E quindi la slack?

Anche le fettucce hanno un carico di rottura, e solitamente anche un carico di lavoro consigliato dal produttore. Il punto debole della fettuccia è quasi sempre (a meno che non sia rovinata in altri punti) il punto in cui viene ancorata, quindi il punto in cui si avvolge nel linelock, che solitamente riduce il carico di rottura della fettuccia di qualche kN (i linelock migliori sono infatti quelli che riescono a ridurre il meno possibile il carico di rottura della fettuccia).
Le fettucce di solito hanno carichi di rottura che oscillano tra i 20 kN (nylon dinamiche) e oltre i 60 kN (le più resistenti in assoluto, in dyneema).
Per sapere a che tensioni si sta usando la slack, e sapere di conseguenza se c’è il rischio che qualche pezzo del sistema non vada bene, è stato sviluppato un metodo che consente, conoscendo il peso della persona che sale nel centro della fettuccia, la lunghezza della slack ed il dislivello tra l’ancoraggio e il punto più basso in cui si flette la fettuccia nel centro, di calcolare la tensione della fettuccia in quel momento. Questo metodo però funziona per le fettucce statiche standard, con uno stretching di circa 4 – 6 %, mentre non funziona con, ad esempio, le fettucce super dinamiche con un 10 – 15% di allungamento.

Questa è la formula per calcolare la tensione:

F (kN) = P (kg)* L (m) 
                400 *S (m)

Dove F è la forza, la tensione della slack, P è il peso espresso in kg, L la lunghezza della fettuccia in metri, S il dislivello (sag) espresso in metri, 400 una costante che varia a seconda appunto dell’allungamento della fettuccia.
Quindi ad esempio se salgo nel centro di una slack di 70 metri che si flette per un metro e mezzo, il mio peso (70kg) moltiplicato per la lunghezza della fettuccia (70 m) e diviso per il dislivello (1,5m) moltiplicato per la costante 400 da:
  70 x 70     =  4900   = 8,1 kN
400 x 1,5         600

Se non si ha voglia di mettersi a calcolare, in questo link basta inserire i dati ed esce automaticamente il calcolo:
http://slack.e30tuner.com/articles_linetension.php

Nel caso delle tricklines è molto più difficile calcolare la tensione, poichè i salti generano dei picchi di tensione che variano a seconda dell’ampiezza del salto e del peso del trickliner, ed anche ovviamente della lunghezza della linea e della tensione di partenza. Indicativamente però, una trickline di 15/18 metri viene tesa con all’incirca 600/800 kg di carico, circa quindi 6/8 kN, ma quando si salta i picchi (una volta sono stati registrati in un contest all’ISPO – possiedo questa informazione però solo come passaparola, anche se penso che sia attendibile) possono arrivare anche oltre i 1500 kg.
Stesso discorso vale sull’highline, in cui una caduta sul leash può generare a mio parere circa lo stesso carico generato da un salto su di una trickline, che però è sempre realtivo alla tensione iniziale ed alla lunghezza della fettuccia.
Un buon test è stato fatto dai ragazzi della Balance Community. Ecco il video:


2 Comments on "Materiali"

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