Il mito dell'Equalizzazione. Teorica o no? - SlackNerd!

Recentemente mi sono imbattuto in questo video (link) di Ryan Jenks, curatore del canale “HowNOTtoHIGHLINE”, una simpatica collezione di video molto interessanti su tanti aspetti tecnici riguardo la slackline.




Ci sono così tanti spunti interessanti ormai sul web che ho deciso di inaugurare una serie di articoli tecnici, per veri nerd del settore! 
Quale tema migliore si poteva trovare per cominciare se non appunto l’equalizzazione. Ma andiamo con ordine; iniziamo ad analizzare il video di Ryan. Emergono certamente alcuni punti fondamentali:
1. L’equalizzazione perfetta è difficile se non impossibile.
Dal test emerge che una sosta composta da 4 punti disposti in fila equalizza male, in quanto i punti più esterni tengono sempre meno carico, mentre la gran parte del carico viene diretta sui punti centrali e, nell’esempio di Ryan, nel punto più in linea con la direzione del carico della linea.
2. La distanza tra i tasselli influisce sull’equalizzazione. Facendo delle prove con varie distanze tra i punti, sembra che l’equidistanza migliori l’equalizzazione.
3. Il BFK (Big Fucking Knot) non equalizza sempre bene: può essere una soluzione solo se si intuisce bene la direzione della linea, ma è meglio evitare in casi in cui non si capisce bene la direzione, tipo spacenets.
4. La doppia V, ovvero una sosta a due che a sua volta viene biforcata in due soste mobili, in entrambe le circostanze testate da risultati non equalizzati: sebbene complessivamente sia meglio equalizzata della sosta a 4, in questa configurazione  i tasselli esterni risultano più carichi.


Conclusioni: l’equalizzazione NON è automatica, ma va ricercata intenzionalmente.
Ciò significa che l’equalizzazione è certamente possibile, ma non è una conseguenza automatica che si ottiene con qualsiasi sosta mobile; serve invece lavorare per ottenere la migliore equalizzazione possibile in qualsiasi circostanza.
Innanzitutto, bisogna premettere che questi test non valgono universalmente, non sono dei test ufficiali di laboratorio che confrontano decine di circostanze possibili ma sono test eseguiti nel giardino di casa che, per quanto siano eseguiti con dinamometri affidabili e seguendo criteri intelligenti, non vanno presi per test scientifici.
Detto ciò, come possiamo capire se la nostra sosta sia o non sia ben equalizzata se non dispongo di un dinamometro su ogni tassello quando monto la mia highline?
Innanzitutto, spesso capita che, se una sosta equalizza male, spesso uno (o più) bracci delle sling rimane completamente scarico, molle, e dunque possiamo dedurre empiricamente che la sosta ha equalizzato male. Negli altri casi, ovviamente non è possibile capire empiricamente quando un braccio è più carico semplicemente sentendolo con la mano, poiché, per quanto si potrebbero intuire differenze di tensione al tatto, certamente non abbiamo la precisione di un dinamometro.


Dunque a cosa servono questi test?
A mio parere, da questi test si possono dedurre degli errori fondamentali che è bene NON fare per ottenere una sosta il più possibile equalizzata: evitare di disporre i punti di ancoraggi in fila e provare a disporre i chiodi il più possibile equidistanti.
Teoricamente infatti, un’equalizzazione ideale si ottiene in una configurazione in cui i punti sono disposti su una ellisse ideale dove il fuoco rappresenta il vertice della sosta, come ha dimostrato il nostro ingegnere Lorenzo Delbene con un test matematico eseguito con Matlab e un po' di voglia di fare i calcoli.
A ciò bisogna aggiungere che è sempre buona prassi costruire la sosta mobile il più possibile libera da intrecci e in maniera che sia in grado di scorrere bene per equalizzarsi.


Ho trovato un paio di spunti interessanti nel video.
Innanzitutto, quando Ryan testa la sosta a 3 punti, essa sembra ben equalizzata. Ryan però non fa ulteriori test, ma questo potrebbe essere un indizio da tener presente quando si decide il tipo di sosta da costruire.
Secondo spunto interessante, Ryan costruisce una sosta a 2 due sling in dyneema (le classiche longe da arrampicata) suggerendo ciò: una sling non offre un adeguato margine di sicurezza usata singola e usandola doppia (piegata in due su se stessa) avremmo un buon margine di sicurezza ma non avremmo ridondanza; soluzione: usarne due appaiate! Ciò consente un carico di rottura sufficientemente alto per un adeguato fattore sicurezza e consente una sicurezza in più in quanto il sistema è ridondante; se si rompe uno strato (magari a causa di abrasione, visto che la sling in dyneema non ne è protetta), rimane l'altro come backup.

Aspetto critiche costruttive e opinioni di tutti!

                                                                                                                                                                           Sirio


Ringraziamo @Ryan Jenks per l'idea e l'impegno che ci mette nella diffusione e condivisione di un po' di scienza sulla slackline, che non è mai abbastanza.
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Willy CARTEI posted a comment in Trickline Trip in Santa Monica
Brava ........... tutta lo zio !!!! ...
Grazie per la condivisione Lizz... davvero molto toccante...
Bellissimo evento, complimenti davvero, l'anno prossimo prendero' parte sicuramente!! Ottimo lavoro...

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